A 57 chilometri da Bari, Gravina in Puglia richiama nel nome stesso la sua peculiare collocazione nel territorio murgiano: la città sorge sul ciglio di una profonda gola rocciosa di origine carsica, nella sua tipologia detta appunto gravina. Il centro pugliese ha una storia antichissima e il suo territorio risulta frequentato già a partire dal Paleolitico; permangono ancora oggi, nella contrada di Botromagno, tracce dei più antichi insediamenti conosciuti, che risalgono alla fase peuceta e poi greca, fino a quella romana, quando l’area, poi denominata Silvium, divenne municipium e stazione di sosta lungo la Via Appia. Il centro fu distrutto durante le invasioni barbariche e la popolazione costretta a rifugiarsi nelle cavità naturali della gravina, fino alla formazione della città odierna, intorno al V secolo, con i rioni di Fondovico e Piaggio. Divenuta sede vescovile nel IX secolo sotto i Bizantini, la città passò ai Normanni, periodo in cui fu costruita la Cattedrale, e poi agli Svevi, con i quali nacque il castello. Per circa quattro secoli, fino al 1807, fu sotto il dominio della nobile famiglia degli Orsini.